Fiore Willow per il rancore il risentimento e il vittimismo

Dalle parole testuali di E. Bach:
“Per quelli che hanno sofferto avversità o sventure e trovano difficile accettarle senza lamentele o risentimento, poichè giudicano la vita soprattutto in finzione del successo.
Sentono di non aver meritato una prova tantogrande, che è stato ingiusto e ne sono amareggiati. Spesso provano minor interesse e meno attivi in ciò da cui un tempo traevano piacere”.

Nel suo lato ombra:
Si autocommisera e prova rancore
E’ avaro e cova amarezza
E’ tendenzialmente egoista, invidioso e intollerante
E’ malpensante, pessimista e rigido
Fa vittimismo e attua meschine vendette
E’ dominato dal sentimento di risentimento per ingiustizie subite
Teme di esprimere e verbalizzare apertamente la sua rabbia
Ha rabbia accumulata che col tempo stagna e diventa rancore
Gli altri sono spunto di invidia che tende a colpire con dispetti e meschinità
Rimurgina amplificando così il suo risentimento e l’odio per gli altri, per la vita o per Dio
Vorrebbe che gli altri lo riconoscessero per ciò che lui crede di essere
Ha un’immagine di sè megalomane: crede di essere superiore e più meritevole degli altri
Crrede che gli altri e la vita non lo trattino come lui pensa di meritare
Attribuisce sempre la colpa agli altri dei suoi insuccessi ma in realtà è lui che credendo poco in sè non si batte davvero per quello che vuole
L’alta immagine che ha di sè lo fa sentire in diritto di avere e pretendere ciò che vuole, come se fosse dovuto
Cova risentimento quando gli altri, che ritiene inferiore a lui, raggiungono gli obiettivi che si sono prefissati
Teme la diminuzione della propria immagine
Non vuole mostrare e e riconoscere le proprie incapacità
tenta di nascondersi dietro una grande e superba immagine di vittima

Nel suo lato Luce:
Si libera dal rancore, riconosce le cause dei suoi fallimenti. Smette di sentirsi vittima comprendendo che tutto dipende da lui, dalla sua frequenza e dalla capacità di accettazione dei propri limiti.
Accetta ciò che sono stati i momenti difficili della sua vita non percependosi più come vittima ma come “eroe”.

Donatella Pecora

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