Ittero

A causa della diminuita produzione di ormoni surrenali, il soggetto acquisisce un colorito giallastro. Tendenzialmente appare in individui depressi e soggetti ad apatia, ciclotimici i quali si muovono tra stati di euforia, odio e tensione interiore. Gli stati depressivi sono spesso mascherati. Il significato psicosomatico è l’essere sotto sforzo continuo, il sentirsi schiacciati da un peso. Diventa insopportabile mantenere la tensione interna e ci si sente letteralmente “scoppiare” di rabbia. La dinamica autodistruttiva rivolge dentro di sé l’aggressività repressa. Il soggetto ha generalmente difficoltà a vivere la propria aggressività e rabbia e non riesce a rilassarsi. Probabilmente è cresciuto
in un ambiente dove non si usava mostrare le emozioni e ogni esplosine emotiva infantile veniva punita, così ha iniziato a reprimere qualsiasi insorgere di passionalità e a perdere spontaneità. Reazioni di fuga e di lotta erano vietate.

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’ittero è rappresentato dall’essenza C. P., in relazione alla paura di perdere il controllo (eccesso di controllo esteriore e implosione interiore delle emozioni come la rabbia e l’odio) identificabile con l’essenza H.
L’apatia in sostituzione di qualunque emozione può essere riequilibrata con l’utilizzo di W. R. Un’altra essenza importante è Scleranthus, che incide sull’alternanza tra euforia e depressione, oltre alla ciclotimia a cui il soggetto è portato.

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questo stralcio, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.

Donatella Pecora

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