Anemia

Consiste in una ridotta concentrazione di emoglobina nel sangue; può essere causata anche da una forte perdita emorragica. Si manifesta con pallore, astenia e vertigini.
Il linguaggio della malattia si traduce in una richiesta d’aiuto, poiché il soggetto si sente debole e inadeguato a vivere, spesso vicino a lasciarsi andare all’incoscienza, sviene. Chi soffre di anemia riduce dentro di sé la possibilità di lotta per la vita e anche le sue relazioni con l’ambiente risentono di poca convinzione. Generalmente, il soggetto anemico si sente debole e sovrastimolato rispetto alle sue risorse. Gli sembra che tutti pretendano troppo da lui; soffre di complessi di inferiorità che cerca
di compensare attraverso sforzi sovradimensionati. Questi conflitti fra il sentirsi inferiore e il continuo dimostrare di dover esser all’altezza logora le resistenze interne.
Spesso sono le donne a soffrire di anemia; di solito riguarda proprio coloro che si pongono in concorrenza con gli uomini.
Talvolta provengono da famiglie d’origine in cui vigeva ambivalenza di sentimenti e separazioni fra ragione ed emozione. Statisticamente i primogeniti sono i più soggetti all’anemia: hanno dovuto prendersi responsabilità verso se stessi e i fratelli minori
e non hanno potuto vivere l’infanzia, poiché hanno sostituito le figure genitoriali, incapaci di far  fronte ai problemi quotidiani. Se sono sorelle di fratelli minori, spesso hanno vissuto con loro una radicale competizione. Come mogli o compagne mostrano il lato sociale del loro ruolo e si sacrificano per gli altri. Si sono sentite rifiutate dal padre e nessuno sforzo è valso il suo riconoscimento. Questo ruolo di donne neglette lo ripropongono anche all’interno della vita di coppia: esauste, abbandonano la lotta.

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’anemia è rapprresentato dall’essenza C., in relazione a un temperamento di debolezza generalizzato. L’archetipo C. non sa dir di “no” e facilmente si sostituisce agli altri, facendosi carico di responsabilità che non gli competono, con la speranza di ricevere in cambio ricono scimento affettivo. Questo atteggiamento nasce dal non riuscire a sottrarsi dalla volontà altrui che sente più forte della sua e che sin dall’infanzia ha subito. Tale modalità di approccio alla vita diventa costituzionale e lo lascia indebolito e stanco.
La conflittualità che emerge tra il sentirsi inferiore e il voler dimostrare di essere all’altezza è identificabile nell’essenza Scleranthus che rappresenta, nel caso dell’anemia, l’opposizione tra Larch (poca stima di sé) ed Elm, ossia l’eccessivo senso di responsabilità che lo porta a sovraccaricarsi e non delegare.

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questo stralcio, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.

Donatella Pecora

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