Adiposità – Cellulite

Sono depositi di grasso che tengono lontani dal contatto diretto, fanno da “cuscino” fra sé e gli altri. Mangiare può essere un modo di compensare le frustrazioni quotidiane (lutti, divorzi, delusioni professionali, dispiaceri in genere) e tentar di tenere lontano la depressione. È anche un metodo non verbale di chiedere aiuto: guardate quanto ingrasso, perché nessuno si accorge del male che ho dentro? Spesso la causa della sovralimentazione è il senso di perdita che coinvolge l’immagine di uno dei due genitori; già nell’infanzia il bambino può sentire l’assenza della madre o del padre, anche se fisicamente sono presenti. Gli obesi hanno, talvolta, un carattere apparentemente gioviale, euforico, che nasconde una depressione larvata, profonda, non manifesta. Le disfunzioni legate a una sovralimentazione iniziano, spesso, dopo la perdita di una persona cara, un lutto o un abbandono.
Durante i periodi di dieta s’instaura, spesso, uno stato depressivo perché l’oggetto di compensazione, il cibo, viene a mancare.
Il bisogno di mangiare troppo nasce in famiglie in cui le necessità infantili vengono esaudite con la fornitura di cibo. Per esempio, il desiderio di venir coccolato viene soddisfatto con una caramella o un pezzetto di cioccolato. Nei bisogni profondi e veri il bambino resta, però, inascoltato e non svilupperà un Ego particolarmente forte e strutturato. Ciò significa che non sarà in grado di sopportare le frustrazioni o di elaborarle. Generalmente, le persone in sovrappeso hanno una madre dominante e un padre assente fisicamente e/o psicologicamente.

Lo stato d’animo a cui si fa riferimento per l’adiposità è rappresentato dall’essenza A, in relazione alla dipendenza, alla depressione mascherata, alla compulsività, alla paura della solitudine e alla non capacità di sopportare e di elaborare gli stress, ossia le frustrazioni che creano ansia al pensiero di doverle affrontare; lo stato d’animo di A si manifesta anche con giovialità, euforia, dipendenza, bulimia, ecc. L’essenza A aiuta a prender coscienza delle realtà che non si vuole vedere e accettare anche se sono le stesse che procurano ansia e tormento. Il vuoto affettivo è la causa che porta il soggetto a scaricare lo stress interiore sul cibo, come se in tal modo potesse colmare il vuoto affettivo. Il vuoto affettivo di per sé è tipico dell’archetipo C, così come le manipolazioni: “guardate quanto ingrasso, perché nessuno si accorge del male che ho dentro?”. CB è necessario per comprendere quale sia il bisogno rimosso che si compensa col cibo e per non perdere il controllo, diventando compulsivi davanti al cibo.

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questa dispensa, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.

Donatella Pecora

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