L’accidia è indifferenza noia svogliatezza insoddisfazione

L’accidia, tra i 7 peccati capitali, è quella che vanta, a mio parere, il maggior numero di stati d’animo in disequilibrio. Il disinteresse per il presente e per il futuro, la negligenza, l’indifferenza, l’abbattimento, lo scoraggiamento, la svogliatezza, la stanchezza, la noia e altri sono le sfumature dell’accidia.
L’accidioso ha una personalità complessa che oscilla tra spinte d’entusiasmo a fare, ad agire e abbattimenti pessimistici che gli impediscono di cominciare. Quindi ne consegue l’instabilità nella vita e nell’abbattimento degli ostacoli che separano l’intento dalla meta.
L’accidioso non apprezza ciò che ha ed è eternamente insoddisfatto per ciò che non ha e che trova noioso dover raggiungere.
L’accidia si può classificare la “sposa” fedele dell’insoddisfazione!
L’accidioso vive in una realtà ove anche la concentrazione è una fatica da evitare.
Bisogna immaginare l’accidioso come fluttuante nel vuoto mentale, temporale e spaziale. In un certo senso è come non ancorato alla terra o a questa dimensione.
L’accidia vive nell’ozio e annoiandosi mortalmente si deprime e torna a oziare …. Non avendo in sè stabilità, sicurezza e certezza, lamenta che nulla intorno ad essa è meritevole di fiducia e questo proietta l’accidioso a viver nell’angoscia e nell’ansia.
L’instabilità dell’accidioso è in realtà il tentativo di ritrovar il suo centro ma davanti ad ogni piccolo ostacolo lo riconduce a “gettar la spugna” e ciò lo riporta all’origine del suo circolo di noia e insoddisfazione.
Il pregio dell’accidia sta nell’anticonformismo, in quanto la moda e i pensieri di massa sono per lui noiosi, appunto. Infatti in equilibrio è un artista in totale ascolto di sé, riuscendo così a distinguersi da coloro che intraprendono un percorso artistico o professionale simile al suo. L’accidia ama talmente tanto se stessa da amplificare la grandezza naturale del suo Ego più di quella di Dio, ossia della vita.
Di tutta la descrizione della “svogliata accidia”, possiamo aggiungere solo note positive e informazioni incoraggianti.
Come spiego all’inizio, l’accidia altro non è che l’effetto di un insieme di stati d’animo in disequilibrio causati da pensieri pessimistici. I malesseri tangibili sulla vita dell’accidioso sono l’apatia, le depressioni, l’obesità, la non curanza di sé, la spossatezza, la non realizzazione e molti altri. Anche l’accidioso ha un’aggressività ma è prevalentemente difensiva, a volte offensiva e raramente è affermativa.
Questo concetto viene spiegato nel libro Aleternativamente “funzioniamo” così della Eremon Edizioni.

Tale energia è riequilibrabile attraverso un giusto ed attento percorso con i fiori di Bach, i quali agiscono proprio sulla frequenza vibrazionale causata dal conflitto tra la volontà dell’Ego e quella dell’Anima.

NOTA BENE: Questo testo è  privato. Leggete e condividete liberamente questa dispensa, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.

Donatella Pecora

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: