Prevenzione e fiori di Bach

Il concetto di prevenzione è molto più ampio di quello a cui siamo normalmente abituati. Infatti la definizione classica è: l’insieme degli interventi fatti a monte, in anticipo, che possono evitare l’insorgere di una patologia; l’insieme di azioni finalizzate a impedire o ridurre il verificarsi di eventi non desiderati. Gli interventi di prevenzione sono in genere rivolti all’eliminazione o alla riduzione dei rischi che possono generare dei danni.
La prevenzione rappresenta senza ombra di dubbio il più importante impegno a favore della salute: “prevenire è meglio che curare” è una massima a tutti ben nota.
“Prevenire” non significa solo evitare la comparsa di malattie ma, soprattutto, porre le basi per lo stato di salute nell’arco della vita.
L’utilizzo di sostanze farmaceutiche tossiche (antibiotici, antinfiammatori, ecc.) pur essendo talvolta necessario, purtroppo è, nella maggior parte dei casi, inopportuno e dannoso. L’uso di tali farmaci, infatti, è causa di una progressiva intossicazione dell’organismo che determina l’indebolimento delle difese immunitarie (oltre a numerose alterazioni funzionali di diversi organi e sistemi), a sua volta, responsabile delle recidive, delle malattie infettive e, a lungo andare, anche della comparsa di malattie croniche di diversa gravità (allergie, malattie autoimmunitarie, tumori ecc.).
È quindi un controsenso parlare di prevenzione e allo stesso tempo utilizzare dei presidi terapeutici che insieme a tanti altri fattori (dieta errata, inquinamento, ecc.) sono i veri responsabili dello sviluppo delle malattie croniche del futuro adulto e, purtroppo, molto spesso della stessa infanzia (primum no nuocere!).
La prevenzione deve cominciare già durante il periodo della gravidanza. È cosa risaputa che tra il feto e la madre vi è uno strettissimo rapporto e di conseguenza un fitto scambio d’informazioni. Per un corretto svolgimento di questa fase della vita del nuovo essere, pertanto, risulta di fondamentale importanza che la madre rispetti delle semplici regole d’igiene non soltanto fisica ma anche mentale ed emotiva.
È necessario che la futura mamma sia consapevole di ciò che si sta verificando nel proprio organismo, ma soprattutto che sappia che il bimbo nel grembo vive le sue stesse emozioni, respira la sua stessa aria e si alimenta dello stesso cibo e, di conseguenza, assume anche gli stessi farmaci, siano essi allopatici, omeopatici, naturali, ecc.
La serena e consapevole accettazione della gravidanza è fondamentale per lo sviluppo del futuro bambino e quindi dell’adulto. Sentimenti di non accettazione da parte della madre potranno essere responsabili dello sviluppo, nel futuro bambino, di sentimenti derivanti da una forte percezione di rifiuto da parte dei genitori i quali, a loro volta, saranno responsabili dell’instaurarsi di uno stato psicologico di abbandono e quindi di sfiducia in sé e di disistima.
A questo punto viene spontaneo domandarsi in che modo si possa dar luogo alla vera prevenzione. Per un adulto è sufficiente conoscere le proprie emozioni e il loro effetto negativo sul corpo, sul sistema nervoso, sul sistema immunitario, ecc.
Una prevenzione “olistica”, consiste praticamente nel confrontarsi con uno specialista in psicosomatica, con un buon consulente di Fiori di Bach, e se si necessita già di curare il fisico, con un medico della medicina allopatica specializzato in omeopatia.
Personalmente mi comporto così con me e con mio figlio con risultati eccellenti. Nessuno è perfetto e tanto meno io, ma quando mio figlio di quattro anni, al primo anno d’asilo (2006/07) ha contratto le solite febbri, bronchiti, influenze intestinali e tutti i disturbi comuni a questa prima esperienza di socializzazione, l’ho portato da un medico omeopata, il quale non gli ha prescritto una cura medica classica, ma una omeopatica volta a eliminare la causa della patologia e non il suo effetto, ossia, in questo caso, il muco prodotto dai bronchi infiammati che, a sua volta, provoca la tosse. In contemporanea ho cercato di comprendere quale sia stata l’emozione che ha dato campo fertile alla manifestazione patologica utilizzando la psicosomatica e ho preparato le essenze floreali adatte a far rientrare gli stati d’animo negativi che, appunto, agevolavano la predisposizione.
Non si può negare che esistano anche fattori esterni che favoriscono la manifestazione patologica, come batteri e virus, ma non sono sufficienti se non c’è anche la predisposizione energetica della persona. In casi di grandi epidemie (tifo, lebbra, colera, ecc) in molti si sono ammalati e poi sono morti, ma altri no pur vivendo nella stessa realtà: perché? Semplicemente non avevano la predisposizione energetica favorevole ad abbassare il livello di guardia del sistema immunitario che permette a un agente esterno di attaccare quell’organismo. Potrei fare altri esempi, come Madre Teresa di Calcutta che spese la sua vita nell’accudire persone colpite da ogni sorta di malattia infettiva, che visse anch’essa in situazioni precarie da un punto di vista igienico o con un alimentazione non sempre completa, eppure morì anziana non affetta da nessuna malattia l’avesse circondata (vi consiglio una qualche lettura su questa piccola e grande donna).
La prevenzione a cui, invece, la medicina allopatica ci ha abituati è comunque sempre riferita alla precoce individuazione di una malattia comunque già conclamata.
Così avviene anche per le cure: per esempio, se si soffre di colite, l’unico rimedio prescritto sono i fermenti lattici; cure antinfiammatorie sono destinate solo a chi ha ormai oltrepassato la soglia dell’infiammazione e deve essere curato per patologie più serie. Certo è che la medicina allopatica non prende neanche in considerazione quale possa essere la causa originaria della colite (paure e incertezze).
Parlando di prevenzione non si può omettere di citare l’importanza della qualità del cibo che ingeriamo, dell’aria che respiriamo e molti altri fattori quali attività sportive, interessi e passioni.
Se non si vuole essere estremisti si deve trovare il giusto equilibrio, quindi non è necessario essere vegetariani, ma certamente informati sul tipo di alimentazione e sulla qualità della vita inerente le bestie da macellazione: ne sono un esempio le galline che nascono e crescono in batteria, assiepate in piccole gabbie insieme ad altre galline, costrette a produrre una quantità di uova contro natura e allevate con mangimi privi di sostanze nutritive atti alla facilitazione della produzione stessa di uova. Qualunque essere vivente, anche se ritenuto inferiore rispetto all’uomo, vive le emozioni provocate dall’esterno come la paura, la rabbia, ecc., comprese le “galline di batteria” che manifestano il proprio stato d’animo di sofferenza beccandosi tra di loro finanche a uccidersi. Quando mangiamo questo tipo di carne in realtà mangiamo rabbia e tutto quanto può essere stata la vita dell’animale. Anche la tecnica di coltivazione dovrebbe essere svolta in assenza di pesticidi chimici o di elaborazioni OGM.
Non dimentichiamo di menzionare altresì tutti i coloranti, conservanti e antiossidanti contenuti nei cibi confezionati. Anche il tipo di detersivo con cui laviamo i piatti è importante visto che da uno studio fatto è risultato che ogni anno ingeriamo 4 kg di detersivo residuo sulle stoviglie.
Tutto questo e altro è prevenzione: la moderazione e la consapevolezza che le nostre azioni hanno sempre un effetto.
Da quando sono madre, anch’io cerco di insegnare a mio figlio quanto sinora affermato augurandomi che lui, a sua volta, un giorno tramandi ai suoi figli quanto appreso da me. In passato il cibo poteva essere poco e non bello a vedersi, ma certamente ci nutriva più di quanto normalmente oggi ingeriamo, che certamente ci sazia, ma in realtà non ci nutre.

Donatella Pecora

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questo stralcio, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.
Donatella Pecora

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