Emozioni (e fiori di Bach)

In psicologia le emozioni sono reazioni involontarie agli stimoli esterni; possono essere istintive o ragionate, di gioia o di paura, ma comunque rimangono astratte… come energia.
Per cultura ed educazione sin da bambini abbiamo imparato che le emozioni “negative” generalmente non vanno espresse liberamente. Ai bambini, per esempio, si insegna che il pianto è cosa da femminucce e che la paura appartiene solo ai deboli quindi, come tale, non va manifestata. Il messaggio subliminale, che così viene trasmesso, è che le emozioni che esprimono le nostre debolezze devono venir mascherate da sorrisi di circostanza. Se le emozioni negative vanno represse, automaticamente verranno soffocate anche quelle positive; ragion per cui troveremo persone che non riescono a vivere la gioia, la tenerezza, il coraggio e che non riusciranno mai a vivere l’Amore per se stessi e il senso di gratitudine per tutto quello che la vita ci dona.
“Le emozioni non possono essere definite né negative né positive, ma una forma molto potente di energia”. Pensiamo a un’esplosione di rabbia e alla potenza dell’energia che si manifesta in quell’occasione (rompere o tirare oggetti, aggressioni fisiche, ecc) ed ecco che possiamo capire l’importanza delle emozioni! Se invece provassimo a immaginare di contenere questa rabbia e trattenere questa energia dentro noi, potremmo anche comprendere dove potrà trovare accoglienza: nel nostro corpo, attraverso quel meccanismo denominato somatizzazione. Nel caso dell’energia negativa creata dalla rabbia, per esempio, può colpire il fegato e la bile: “…mi sono mangiato il fegato dalla rabbia!”
“Implodendo le emozioni, esplode la malattia”. E’ solo mettendoci in ascolto del nostro corpo, delle nostre emozioni e della voce della nostra Anima che ci instradiamo verso la guarigione olistica. Il corpo è come una cartina stradale, ove sono scritte le strade, dolorose o meno, che abbiamo percorso nella vita, dall’età intrauterina sino ad oggi. Le essenze floreali aiutano a riportare alla coscienza le emozioni vissute, donando la capacità di interpretarle in forma lucida e profonda consapevolezza, permettendo all’individuo di stabilire un intenso contatto con il corpo fisico, emotivo ed energetico, favorendo la conoscenza del nostro “io”. Nel momento stesso in cui guariscono le emozioni vi è la risoluzione della malattia, il cui approccio diventa lo strumento di comunicazione da interpretare e non una nemica da eliminare. La malattia comunica all’uomo che non c’è più armonia tra le indicazioni dell’Anima e la volontà dell’Ego: è questa perdita di equilibrio interiore che viene espressa dal sintomo mediante il quale si possono ascoltare i segnali del corpo e i messaggi racchiusi all’interno di esso. “Sapere quanto poco sappiamo costituisce la maggiore sapienza”.
Donatella Pecora

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questo stralcio, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.
Donatella Pecora

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