La malattia è energia che si materializza

Avendo ora le idee più chiare per ciò che concerne l’esistenza del corpo energetico, dobbiamo soffermarci sulle influenze che lo stesso ha sugli esseri viventi.
Il corpo energetico ha una sua precisa risonanza che nasce dall’equilibrio tra la volontà dell’Anima e la volontà dell’Ego. La distorsione del corpo energetico dipende dall’equilibrio, o meno, degli stati d’animo; l’equilibrio tra quest’ultimi dipende dall’interazione non conflittuale tra l’Anima e l’Ego.
Nella vita normalmente il motore è il cervello o Ego o personalità. Nel nostro lavoro olistico coi Fiori di Bach il cuore, l’Anima o il campo energetico diventano il motore, cosicché il potere di controllo si sposta dall’ Ego all’Anima.
È corretto specificare che per Ego si intende tutta la parte razionale e tutte le facoltà inconsce, sconosciute e incontrollate della psiche (fino a oggi per la scienza meno del 10 % è conscio, mentre il restante 90% abbondante è inconscio); inversamente proporzionale è ciò che rappresenta l’Anima, ossia la parte istintiva, incondizionata della realtà e, se vogliamo, inesplorata in profondità.
L’Anima non possiede malizia, mentre la psiche è soggetta ad attaccamenti. Vivendo secondo la visione della psiche, noi possiamo vivere solo a metà il piacere, l’amore, la gioia, ecc; questo accade perché la mente lavora attraverso il dualismo di giusto/sbagliato, sì/no, buono/cattivo e così via. Con la mente predominante nella vita, si rischia di mantenere sempre questa ciclicità che viene vissuta come una componente reale della vita: spesso si sente dire che la vita è fatta di alti e bassi!
Con la mente “al potere” si mantiene sempre questa ciclicità polare del positivo/negativo.
Con l’Anima o istinto è un’altra faccenda. L’Anima è sempre nel qui e ora ed è interessata solo all’esperienza di questo momento. Non separa la destra dalla sinistra, l’alto dal basso, il sopra dal sotto, il dentro dal fuori. Non è interessato a nessun tipo di separazione. Vuole fondersi in equilibrio con l’Ego per giungere alla sua meta: apprendere dalle esperienze, per evolversi.
Per la scienza ufficiale occidentale, ogni forma di dolore e sofferenza è causata da imput bio-elettrici del cervello. Ogni imput crea una carica elettrostatica negativa nell’encefalo, come una sorta di protezione per impedirci di farci nuovamente del male… come si dice: “Se ti bruci una volta, poi impari a stare alla giusta distanza dal fuoco!”. Ogni qualvolta abbiamo vissuto un’esperienza psicofisica negativa il nostro cervello ha prodotto un blocco, a cui coincide una carica elettrostatica, memorizzandolo in esso.
Prendiamo per esempio un problema comune come l’abuso di alcool. Bevendo molti alcolici, ad esempio, si produce una stimolazione eccessiva dei nervi che collegano il pancreas ed il fegato al cervello. Quest’ultimo, non potendo sopportare oltremodo questo tipo di stressor, alla fine interrompe il circuito inducendo la persona a perdere conoscenza. Il cervello trabocca e cerca di liberarsi come può da tutto il carico negativo accumulato.
Osho ha parlato molte volte di come le persone siano intrappolate in dinamiche comportamentali distruttive. Per esempio, l’alcolista si sente in colpa sia per essersi ubriacato, sia per aver offeso o ferito delle persone a lui care, ricorrendo nuovamente a bere e ripetendo così lo schema distruttivo… come un cane che si morde la coda!
Ecco come si rimane intrappolati a livello cerebrale e a livello comportamentale in certe dinamiche.
Questo è solo un esempio di come lavora la sofferenza. Per capire come risolvere a fondo una qualunque causa di sofferenza dal punto di vista della medicina così detta alternativa a quella ufficiale, dobbiamo obbligatoriamente dare uno sguardo nel passato e tornare all’inizio del secolo (1930) quando un medico batteriologo e ricercatore di nome Edward Bach, capì che le ricerche mediche e scientifiche del tempo si concentravano sulla malattia, sugli effetti clinici, ma non sul malato nella sua interezza.
Dal mio punto di vista si può considerare il Dottor Edward Bach padre della psicosomatica: in qualità di batteriologo era in grado di comprendere la personalità di un paziente attraverso i ceppi di batteri che erano presenti nelle sue feci. Classificò 7 ceppi di batteri e capì che a seconda della personalità (debole, forte, orgogliosa, immatura, fobica, ecc.) si creava l’habitat ideale per certi tipi di batteri piuttosto che per altri, di conseguenza stati d’animo negativi potevano essere la causa primaria delle varie patologie.
Spinto da questa convinzione, per quanto al suo tempo fosse un medico e ricercatore di notevole fama, Bach decise di lasciare il successo per ritirarsi nella sua casa, sperduta nel verde del Galles, per trovare in natura la soluzione al riequilibrio degli stati d’animo negativi. Un aneddoto, riferito dai suoi assistenti, racconta che prima di partire preparò una valigia con gli strumenti da lavoro che voleva portarsi come bagaglio a mano, mentre quella con le scarpe e dei vestiti sarebbero arrivate con un’altra spedizione, ma qualcosa andò storto e quando giunse a destinazione, la valigia caricata con sé conteneva solo scarpe. Col senno di poi capì che era uno “sbaglio” premonitore, visto che dovette camminare molto!
Le sue ricerche lo portarono a esaminare gli oltre 3000 fiori che spontaneamente nascevano in quel posto incontaminato e dopo una lunga ricerca e sperimentazione trasse i benefici da 38 fiori che avevano preziosi effetti di benessere sull’uomo, sugli animali e sulle piante .
Finalmente ebbe conferma che le sofferenze fisiche di qualunque origine (malattie o infortuni) erano strettamente collegate al conflitto che nasceva tra le indicazioni che l’Anima dava e la volontà contrastante dell’Ego che, inconsapevole della presenza della prima, perseverava negli errori, convinto di esser nel giusto.
Per i suoi iniziali esperimenti utilizzò Mimulus (paure di origine nota) in quanto fu il primo fiore trovato e oggetto di studio, associandolo alla primaria emozione che accomuna tutti gli esseri alla nascita: la paura.
Sperimentò che determinati malesseri scatenati da stati d’animo di paura diminuivano grazie all’assunzione di alcune gocce dell’essenza floreale in poca acqua somministrata più volte al giorno. Dalla conferma della sua teoria partì alla ricerca di altri fiori che riequilibrassero diversi stati d’animo e di conseguenza molte malattie (cfr.: Le Opere complete di Edward Bach, Macro edizioni).
Una persona considerata fragile a causa della propria personalità, per situazioni esterne pressanti o anche semplicemente per motivi caratteriali o legati alla propria infanzia, può ammalarsi più facilmente e le possono essere attribuite quelle malattie specifiche come la distrofia muscolare, la depressione, l’osteoporosi e via dicendo.
In conclusione, le malattie non devono esser considerate punizioni, ma il tentativo dell’anima di comunicarci che la presenza di uno stato d’animo negativo ha avuto, per troppo tempo, il sopravvento sul nostro modo di essere.
Prima della sua scomparsa, avvenuta nel 1936, il Dottor E. Bach ebbe modo e
tempo di sperimentare, documentare e pubblicare articoli e libri, nonché tenere conferenze per i colleghi interessati alle sue teorie.
Altri documenti furono da lui stesso bruciati perché considerati non completi o comprovati (per mancanza di tempo). Chiunque potrebbe approfondire le ricerche di Bach.
Donatella Pecora

NOTA BENE: Questo testo è tratto dal libro Aleternativamente “funzioniamo” così, Eremon Edizioni, è privato e protetto da ©Copyright. Leggete e condividete liberamente questo stralcio, avendo cura di non alterarla in nessuna sua parte, incluse le diciture iniziali e finali. E’ consentito inoltre trasmetterla solo gratuitamente a scopo informativo e non a scopo di lucro.

Donatella Pecora

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